Come dichiarare le criptovalute in Spagna: 6 punti chiave
Le criptovalute possono essere definite come un bene digitale di scambio che utilizza metodi crittografici per garantire le transazioni finanziarie, controllare la creazione di nuove unità e verificare il trasferimento di attivi.
Ai fini fiscali sono considerate beni immateriali, computati per unità o frazioni di unità; pur non avendo corso legale, vengono utilizzate come mezzo di pagamento in quanto possono essere scambiate con altri beni, comprese altre valute virtuali.
Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse per investire in criptovalute, frutto di una combinazione di fattori tecnologici, economici, sociali e culturali. Si tratta di un fenomeno in costante evoluzione, e l'adozione delle criptovalute sembra seguire una tendenza ascendente grazie all'innovazione del settore e al crescente interesse verso le alternative al sistema finanziario tradizionale.
Per questo motivo riteniamo importante conoscere gli effetti e gli obblighi dal punto di vista tributario a cui si è esposti quando si utilizzano e si possiedono criptovalute.
A partire da quale importo è obbligatorio dichiarare le criptovalute?
Non esiste una soglia minima: si è sempre obbligati a dichiarare il risultato dei propri investimenti in criptovalute.
Obbligo di dichiarare le criptovalute detenute all'estero
Dal 1° gennaio al 31 marzo, tutti i residenti in Spagna, sia persone fisiche che giuridiche, sono obbligati a dichiarare le proprie criptovalute detenute all'estero qualora il saldo complessivo superi i 50.000 euro.
La dichiarazione si effettua tramite il modelo 721, la dichiarazione informativa sulle valute virtuali situate all'estero, che deve contenere informazioni precise sulle criptovalute possedute ed essere presentata tra gennaio e marzo dell'anno successivo.
Come dichiarare le perdite in criptovalute?
Nell'imposta sul reddito si dichiarano anche le perdite derivanti dal possesso di criptovalute.
Il risultato delle operazioni effettuate con criptovalute deve essere dichiarato nell'imposta sul reddito (IRPF, l'imposta spagnola sul reddito delle persone fisiche) e il possesso di criptovalute nell'Impuesto sobre el Patrimonio (IP).
Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPF)
Le operazioni effettuate con valute virtuali daranno luogo a una plusvalenza o a una minusvalenza patrimoniale. Questa si genera dalla differenza tra il prezzo al quale si acquista la criptovaluta e il prezzo al quale viene venduta o scambiata. Occorre pertanto determinare il risultato per ciascuna operazione, calcolando la differenza tra il prezzo di vendita in euro (salvo che questo sia inferiore al valore di mercato) e l'importo al quale è stata acquistata la valuta in questione. Possono essere considerati le spese e i tributi che presentino un nesso diretto con tali transazioni.
Tutte le unità di una stessa criptovaluta sono tra loro equivalenti, il che significa che non è possibile distinguerle le une dalle altre. Per questo motivo, quando si procede alla vendita di criptovalute acquistate in momenti diversi e a prezzi differenti, si applica la regola FIFO ("First In, First Out"). Ciò significa che, ai fini del calcolo del risultato dell'operazione, si considerano vendute per prime le valute acquistate per prime.
Ad esempio, se si è acquistata criptovaluta di tipo A secondo la tabella seguente.
DATA
UNITÀ
VALORE
TOTALE
05/09/2022
5
10.000,00 €
50.000,00 €
15/11/2022
2
12.500,00 €
25.000,00 €
23/03/2023
3
11.350,00 €
34.050,00 €
Il 25 novembre 2023 vengono vendute 6 criptovalute (A) a un valore di 14.250 € ciascuna.
Il prezzo totale di vendita sarebbe di 85.500€ e per il calcolo del costo dovremo considerare prima le unità più antiche.
Avremo quindi:
5x10.000€ = 50.000€
1x12.500€ = 12.500€
Costo totale = 62.500€
Per calcolare la plusvalenza si effettuerà l'operazione 85.500€ - 62.500€, ottenendo così un guadagno di 23.000€. A tale plusvalenza sarà possibile detrarre le spese direttamente imputabili alle operazioni effettuate.
Abbiamo determinato una plusvalenza che, ai sensi di quanto stabilito dalla Legge 35/2006, del 28 novembre, relativa all'Impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas (l'imposta spagnola sul reddito delle persone fisiche, IRPF) (IRPF), deve essere inclusa nella dichiarazione dei redditi.
Un altro aspetto da considerare è il momento in cui occorre imputare questo guadagno
Ai sensi dell'articolo 14 della Legge dell'IRPF, tale guadagno si produce nel momento in cui avviene la consegna delle valute virtuali, indipendentemente dal momento in cui viene percepito il prezzo di vendita.
Nel nostro esempio potremo considerare che la vendita avvenga nel novembre 2023, pertanto dovremo includere questa plusvalenza nel nostro avviso di liquidazione sul reddito del 2023.
Resta da determinare quale tipo di reddito costituiscano le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalle cessioni di valute virtuali.
Ai sensi dell'articolo 46 della Legge dell'IRPF, l'importo delle plusvalenze o minusvalenze derivanti dalla cessione di valute virtuali costituisce reddito da risparmio e dovrà essere incluso nella dichiarazione dei redditi nella sezione specifica dedicata alle criptovalute.
In quanto reddito da risparmio, si applicheranno le seguenti aliquote.
19% per i primi 6.000€ di guadagni
21% per i guadagni tra 6.000€ e 50.000€
23% per i guadagni tra 50.000€ e 200.000€
26% per i guadagni tra 200.000€ e 300.000€
28% per i guadagni superiori a 300.000€
Impuesto al Patrimonio (IP)
Le criptovalute sono considerate beni immateriali e fanno parte del patrimonio personale. Se il patrimonio complessivo supera i limiti stabiliti dalla normativa, le criptovalute dovranno essere incluse nella dichiarazione patrimoniale.
Come si dichiarano le criptovalute nell'IP?
Nel caso in cui il patrimonio complessivo, comprese le criptovalute, superi i limiti stabiliti, sarà necessario presentare questo modello includendo le criptovalute nella sezione "Otros bienes y derechos de contenido económico" (altri beni e diritti di contenuto economico).
Vale a dire che nel modelo 714 del Impuesto sobre el Patrimonio, l'imposta spagnola sul patrimonio, le criptovalute si dichiarano nella sezione "Otros bienes y derechos de contenido económico". In questo modello non è prevista una sezione specifica a tal fine.
Per calcolare il valore in euro delle criptovalute da includere nel modelo 714 (IP) si prenderà a riferimento la contribuzione previdenziale delle stesse al 31 dicembre. Qualora la contribuzione previdenziale non sia disponibile, si utilizzerà il valore di acquisizione.
Se il valore complessivo delle criptovalute detenute all'estero supera i 50.000 euro, è necessario presentare il modelo 721 tra il 1° gennaio e il 31 marzo dell'anno successivo all'esercizio fiscale dichiarato.
3. Sanzioni per mancata dichiarazione di criptovalute
Le sanzioni per la mancata dichiarazione di criptovalute possono essere severe:
Sanzione minima di 500€ più una percentuale dallo 0,5% al 2% del valore non dichiarato
Per dichiarazione incompleta: 100€ per dato non dichiarato (minimo 1.500€)
Per omessa dichiarazione: 5.000€ per dato non dichiarato (minimo 10.000€)
4. Quadro normativo e regolatorio in Spagna
Esistono diverse leggi e regolamenti che mirano a bilanciare l'innovazione tecnologica con la tutela del consumatore e l'integrità del sistema finanziario, nonché a prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo attraverso l'utilizzo di valute virtuali.
Di seguito si illustrano le principali leggi e disposizioni rilevanti:
Ley 10/2010, del 28 aprile: Prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo
Ley 58/2003, del 17 dicembre, General Tributaria: fondamento della tassazione in Spagna
Ley 35/2006, del 28 novembre, Impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas (IRPF).
Legge sull'Impuesto sobre el Patrimonio (Ley 19/1991, del 6 giugno)
Real Decreto-Ley 9/2018, del 3 agosto (Legge sulle misure urgenti per l'adeguamento del diritto spagnolo alla normativa dell'Unione Europea)
Ley 11/2021, del 9 luglio, Misure di protezione e lotta contro la frode fiscale.
Orden HFP/886/2023, che approva il modelo 721 e stabilisce le condizioni per la sua presentazione.
Direttiva (UE) 2018/843, sulla prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario per il riciclaggio di denaro o il finanziamento del terrorismo (quarta direttiva AML)
Regolamento MiCA (Markets in Crypto Assets)
5. A cosa serve il report fiscale sulle criptovalute?
Il report fiscale sulle criptovalute risponde a diversi scopi importanti:
Facilita il calcolo preciso delle plusvalenze e delle minusvalenze patrimoniali derivanti dalle operazioni in criptovalute.
Consente di adempiere correttamente agli obblighi fiscali, fornendo le informazioni necessarie per compilare le dichiarazioni dei redditi, inclusi il modelo 721 e il modelo 100.
Funge da supporto documentale in caso di eventuale verifica del Fisco spagnolo da parte del Fisco spagnolo.
Permette un controllo più efficace degli investimenti in criptovalute, agevolando le decisioni finanziarie.
Offre un modo semplice per tracciare e riepilogare tutte le transazioni relative agli asset digitali, compresi costi, plusvalenze e minusvalenze.
Contribuisce a garantire che venga versato l'importo corretto di imposte sulle operazioni in criptovalute.
Semplifica la preparazione e l'invio di una dichiarazione dei redditi completa e precisa relativa alle criptovalute.
6. Novità sulle criptovalute per il 2025
È prevista una maggiore regolamentazione e un più stringente controllo sulle criptovalute da parte della Agencia Tributaria, l'Agenzia delle Entrate spagnola.
È possibile che vengano introdotti nuovi modelli o modificati quelli esistenti per migliorare la trasparenza fiscale nell'ambito dei cripto-attivi.
Si tenga presente che la normativa sulle criptovalute è in continua evoluzione. È consigliabile mantenersi aggiornati sulle ultime novità e, in caso di dubbi, rivolgersi a un consulente fiscale specializzato in cripto-attivi per garantire il pieno rispetto di tutti gli obblighi fiscali.
Data la complessità della normativa, è consigliabile affidarsi a un consulente fiscale specializzato in criptovalute. Questi esperti possono aiutare a ottimizzare la dichiarazione ed evitare errori che potrebbero tradursi in sanzioni.